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Gli svizzeri, tra timori e preoccupazioni

06/12/2017
Le problematiche legate alla previdenza vecchiaia e all'AVS sono per la prima volta la preoccupazione principale degli svizzeri, spodestando, seppur al fotofinish, la disoccupazione. È quanto emerge dal "barometro delle apprensioni" realizzato da Credit Suisse per il 2017 e reso noto il 5 dicembre.
Era dal 2003 che il timore di restare senza lavoro era lo spettro numero uno degli svizzeri. Ora, nuova capofila è la paura di non avere abbastanza denaro per godersi la pensione. Il divario è comunque sottile: entrambi sono stati indicati quali maggiore fonte d'inquietudine dal 44% dei partecipanti al sondaggio della banca elvetica.
I timori legati alla previdenza vecchiaia (complice anche il dibattito sulla votazione Previdenza 2020) hanno fatto un vero e proprio balzo in avanti, dopo che nel 2016 si erano fermati al 28%: garantirla è inoltre considerato il più importante obbiettivo politico. Da parte sua resta stabile la paura per la disoccupazione, che in dodici mesi ha perso solo un punto percentuale.
Preoccupazioni per questioni legate a stranieri, immigrazione e libera circolazione delle persone si classificano al terzo rango (35%), davanti a quelle da far risalire a salute pubblica e cassa malati (26%) e ad adesione all'Ue, bilaterali e integrazione (21%). Chiudono la top ten, tutte fra il 15 e il 20%, paure legate a rifugiati e richieste d'asilo, al traffico e alla costruzione della nuova ferrovia transalpina (NFTA), alla sicurezza sociale, alla tutela ambientale e all'energia nucleare.
Non mancano apparenti contraddizioni: il 37% degli intervistati ritiene infatti sicuro il proprio posto di lavoro, una percentuale mai raggiunta prima. La soppressione di impieghi dovuta alla digitalizzazione sembra dunque non far perdere il sonno. Più incerte le prospettive riguardo l'economia: il 23% crede che la situazione peggiorerà, mentre il 17% pronostica un futuro più roseo. Si dicono invece favorevoli ai contingenti per gli stranieri più di tre cittadini su quattro.
Per quel che concerne l'allungamento dell'aspettativa di vita scaturito dal progresso di medicina e tecnologia, il 68% ne valuta positivamente l'impatto sociale, anche se uno su quattro ritiene che i risultanti cambiamenti siano poco o per nulla auspicabili. Inoltre, coerentemente con le apprensioni sull'AVS, il 62% è dell'idea che in Svizzera la copertura finanziaria per la vecchiaia sia inadeguata.




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